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La realtà brindisina paga doppiamente la crisi in atto da oltre un anno, malgrado le assicurazioni del Governo di Centro Destra

PD in movimento: dalla crisi ad una nuova realtà economica

 

La realtà brindisina paga doppiamente la crisi in atto da oltre un anno, malgrado le assicurazioni del Governo di Centro Destra:

1) difficoltà oggettive del tessuto delle piccole e medie imprese in una fase di stagnazione che ha assunto i caratteri della recessione,

2) difficoltà crescenti delle imprese nazionali ed internazionali che hanno messo mano a processi di ristrutturazione per affrontare gli scenari post crisi in una logica di razionalizzazione dei costi e delocalizzazione  delle attività produttive, non più solo di quelle  a basso valore aggiunto,

3) difficoltà ad accedere al mercato del credito per  debolezza propria delle imprese ma soprattutto per effetto della bolla finanziaria e di Basilea 2.

 

 

I settori produttivi della nostra Provincia, così come risulta anche dal Rapporto Brindisi 2010 della locale Camera di Commercio, presentano tutti un trend negativo nel periodo 2001-2009, specie se guardiamo al “Tasso di sviluppo e crescita”, fatta eccezione per le categorie “Agricoltura, Caccia e Silvicoltura”, dove il dato – pur negativo – passa da un -11,1 a un -5,3, e “Imprese non classificate” dove il dato è costantemente positivo pur passando da un +41,8 ad un + 36,5. I trend più pesanti sono per le “Attività manifatturiere” (da +1,1 a – 3,2), “Commercio” (da +1,3 a -2,5).

Il settore delle “Costruzioni”, che aveva riscontrato un trend in ascesa nel biennio 2007-2008,  è precipitato a livelli notevolmente inferiori a quelli del 2001 (-2,5), con dati negativi tanto nel “residenziale” quanto nel “non residenziale” con un preoccupante –22,1% nel “non residenziale pubblico”.

 

La situazione  relativa alle imprese è confermata dai dati sulla disoccupazione : Brindisi è costantemente al di sopra della media pugliese e quindi di quella nazionale  dal 2004 al 2009 con un picco proprio nel 2009 (vedasi tabelle allegate). Di contro le previsioni di assunzioni da parte delle imprese brindisine, specie nel Settore Artigianato, è stato costantemente al di sopra della media pugliese e nazionale: sintomo di un cauto ottimismo  delle imprese locali malgrado una fase recessiva che stenta a risolversi. E’ da rilevare però che nel 2009 si è verificato rispetto al 2008 un calo del 7,5% nelle previsioni di assunzione da parte delle aziende (dal 32,1% al 24,6%) nel complessivo e di ben 8,2% nel settore Artigianato.(Indagine Excelsior dell’UnionCamere in collaborazione col Ministero del Lavoro).

 

Quanto fotografato dai numeri statistici è stato confermato da chi opera quotidianamente nel mondo del lavoro e dell’impresa pur con una differenza, la quale in fondo conferma quanto accennato nel paragrafo precedente:

-          la visione del Sindacato è estremamente negativa in considerazione del quadro generale ed a causa del grado di presenza alquanto limitato  dello stesso nel sistema più disaggregato dell’artigianato e delle piccole imprese

-          quella di chi opera in rappresentanza  degli artigiani e delle piccole imprese che invece – pur rilevando la situazione di crisi in fase crescente – è relativamente più ottimistica rispetto alla capacità di ripresa di quel settore, maggiormente dinamico ed attento alle modificazioni del mercato.

 

 

 

 

Per non essere trascinati dagli effetti negativi del processo di uscita dalla crisi si dovrebbe agire prioritariamente nelle seguenti direzioni.

 

 

A) Determinare in tempi rapidi nuove condizioni di dialogo ed interrelazione tra  le attività produttive ed il territorio, inteso innanzi tutto come Istituzioni e quindi come Società civile per una integrazione culturale e strutturale utile reciprocamente. A questa azione di tipo strutturale e prospettica potrebbe dare un importante contributo la sistematizzazione del lavoro del Comitato Provinciale per l’Economia ed il Lavoro, che parta da una focalizzazione condivisa dei settori prioritari d’intervento su cui concentrare sinergicamente l’iniziativa delle Istituzioni e delle Forze sociali..

 

B) Creare le condizioni per un diverso rapporto all’interno dello stesso sistema delle imprese nonché tra le aziende e le organizzazioni di rappresentanza delle stesse; è ormai lampante la solitudine delle singole imprese, cui devono rispondere per prime le Associazioni di categoria con un salto di qualità nella loro opera di assistenza e di indirizzo.

 

D) Difendere e qualificare, con questa nuova logica di sistema, gli insediamenti caratterizzanti storicamente la realtà brindisina:

-          il sistema industriale aeronautico, che vede operare su Brindisi Aziende di respiro internazionale insieme ad un tessuto di medie e piccole imprese di alta qualità e garantisce un’occupazione, tra diretti ed indiretti, di oltre 2.500 unità, sistema dal significativo passato nella costruzione, manutenzione e trasformazione sia nel campo dell’ala fissa che in quello dell’ala rotante, che oggi ha compiuto un salto in avanti con il Distretto Aero- Spaziale specie sul fronte della “ricerca-produzione-integrazione”,

-          il sistema produttivo chimico che nell’attuale assetto presenta:

un Petrolchimico con una capacità occupazionale complessiva di 1.050 addetti diretti e circa 1000 nell’indotto, ed un trend produttivo stabile, benché sensibile alle dinamiche del mercato e degli assetti industriali internazionali in un quadro di totale assenza di politiche nazionali verso il settore della Chimica,

-          una presenza di qualità nel campo della Farmaceutica e della produzione di materiale sanitario (230 addetti),

-          una limitata ma attiva presenza nel settore Gas con circa 180 addetti, tra capoluogo e provincia,

-          il caso quasi isolato della Telcom , con 237 addetti, nell’attività di produzione di pezzi finiti in materiale plastico.

 

-          il sistema della meccanica di qualità specie in direzione della domanda riveniente  dalla

crescita infrastrutturale ed industriale dei Paesi che affacciano sul mediterraneo  e

dei Paesi balcanici

 

 

E) Adeguare la infrastrutturazione materiale ed immateriale delle zone industriali esistenti nella provincia .

 

 

F) Nuovo impulso va sicuramente dato al settore dell’Agro-Industria, utilizzando al meglio le potenzialità offerte dal Distretto AgroAlimentare di qualità Jonico Salentino, con particolare attenzione ai settori che hanno dimostrato negli ultimi anni  una costante ricerca della qualità ed una vivacità commerciale nuova per il nostro territorio.

Al riguardo ricordiamo che nella provincia di Brindisi  tra Conduttori diretti di Aziende (poco piùdi 50.000) , parenti ed affini che lavorano con loro (71.000), operai fissi ed avventizi (60.000 circa) circa 200.000 persone gravitano nel mondo dell’agricoltura, anche se in modo saltuario e stagionale: infatti la media provinciale delle giornate lavorate è tra le 36  e le 25 all’anno. I dati sulla produzione e sul valore aggiunto della stessa per la realtà brindisina sono difformi da zona e zona e tra i diversi settori produttivi. Comunque la provincia di Brindisi nella specifica classifica “Valore aggiunto per abitante” è collocata nella classe “bassa”, l’ultima delle cinque classi. Ciò nonostante va tenuto presente che la produzione di frutta ed agrumi (15,2%), la coltivazione patate ed ortaggi (12,2%)  sono tra i valori più alti della Regione, così come sono in crescita  le produzione di qualità di  vino ed olio.

In considerazione della forte parcellizzazione territoriale dell’attività agricola, che non potrà essere modificata -benché necessaria -  in tempi rapidi, e della  genuinità dei nostri prodotti, una risposta immediata al settore può essere data

Accorciando la catena Produttore- Consumatore, con l’attivazione nei Comuni più grandi, ad iniziare dal Capoluogo, di sedi ed occasioni per l’acquisto da parte dei consumatori di prodotti agricoli a cosiddetto “Km zero”  con il coinvolgimento delle Associazioni di Categoria. Tali iniziative ulteriormente qualificate  nel periodo estivo avrebbero oggettiva capacità attrattiva  dal punto di vista turistico.

 

G) Caratterizzare la nostra offerta turistica, qualificando e mettendo in sinergia  l’offerta ambientale (mare, campagna, beni culturali) con quella agro-gastronomica, quella della conoscenza storico-culturale del territorio (ivi comprese le manifestazione storico-spettacolari, quelle storico-gastronomiche, quelle teatrali e musicali) in modo da offrire un pacchetto-territorio completo ed organizzato che permetta al turista di godere con continuità ed originalità delle diverse occasioni, delle diverse specificità e delle diverse manifestazioni senza accavallamenti e duplicazioni. La qualità dell’offerta a 180° è essenziale per la nostra realtà, dall’alloggio alla ristorazione, al divertimento, ai servizi, alla cultura. L’azione integrata delle Associazioni di categoria e delle Istituzioni è basilare in questa direzione allo scopo di costruire un Sistema dell’accoglienza integrato e professionalizzato.

 

H) Il problema del Credito per il tessuto produttivo del Mezzogiorno, specie per le piccole e medie imprese sta assumendo dimensioni drammatiche. Il Comitato Provinciale per l’Economia ed il Lavoro dovrebbe mettere all’ordine del giorno un’iniziativa congiunta delle Istituzioni con le Associazioni degli Imprenditori, insieme alle loro Strutture per le garanzie al credito, verso gli Istituti di Credito presenti nel Territorio più sensibili allo sviluppo dello stesso al fine della costruzione di convenzioni mirate a settori ed iniziative significative per la inversione di tendenza nella crescita della provincia.

 

I) Un discorso estremamente delicato è quello dell’occupazione, specie quella femminile e dei giovani, sia sul fronte del lavoro dipendente che su quello autonomo e professionale. Le oggettive possibilità d’intervento a livello locale sono molto limitate  specie in presenza di politiche governative che tagliano occupazione, soprattutto nei settori nevralgici della scuola, università, sanità, pubblica amministrazione e che non promuovono investimenti,  particolarmente nel Mezzogiorno.

Comunque le Istituzioni locali, la Camera di Commercio e le Associazioni degli Imprenditori insieme alle Organizzazioni Sindacali potrebbero costruire, con le risorse disponibili, incentivi all’occupazione ed all’avvio di piccola imprenditoria specie giovanile che metta in movimento un mercato dell’occupazione oggi  immobile e crei condizioni di rilancio nella fase di uscita dell’attuale stato  di crisi.

 

L) Un sguardo particolarmente attento va riservato al settore delle professioni, anch’esso in sofferenza con sacche di sfruttamento, specie giovanile, non irrilevanti.

Un tema che non può essere affrontato nell’immediato a livello locale ma sul quale il Partito a livello nazionale ed a livello periferico deve porre sollecita attenzione.

 

Ultima considerazione: una componente ormai strutturale nello sviluppo sostenibile del territorio è data dalla presenza del Polo Energetico. A tale riguardo consideriamo parte integrante di questo complesso di analisi e proposte il documento sull’Energia già presentato alla Direzione Provinciale del Partito.

-°-°-

 

Le precedenti considerazioni guardano ad interventi di sistema con prospettive temporali medio – lunghe. Nel frattempo occorrono iniziative di immediato respiro che fronteggino gli effetti della crisi ed immettano nel sistema risorse per attività prontamente cantierizzabili.

La situazione è fortemente deteriorata dai contenuti della Manovra finanziaria del Governo, manovra pesantemente recessiva, drammaticamente penalizzante per gli Enti locali, specie del Mezzogiorno con tutte le negative ricadute sull’attività produttiva e sull’occupazione.

 

Malgrado tale situazione, noi dobbiamo reagire ed attivare quelle iniziative, sia di difesa che di incentivazione, possibili per evitare che l’uscita dalla crisi diventi per il nostro territorio un sogno impossibile. Pertanto dobbiamo operare sinergicamente e con determinazione per:

-          la difesa dei livelli occupazionali specie nei settori produttivi che non hanno sofferenze dal punto di vista delle commesse e della presenza nel mercato,

-          il mantenimento nel territorio  delle strutture di servizi e della pubblica amministrazione che garantiscono pronta assistenza a favore del cittadino e ricorso alla imprenditoria locale

-          una politica delle Istituzioni locali volta alla rapida cantierizzazione di tutte quelle opere deliberate ed appaltate nonché accelerazione delle procedure amministrative per tutti quegli interventi strutturali ed immateriali deliberati, utili a promuovere attività e lavoro nel presente periodo di crisi sugli altri fronti: tale tipo di intervento è fondamentale per dare uno sbocco alla disastrosa situazione del Settore “Costruzioni”, la cui parziale ripresa è oggettivo “ossigeno” per le diverse attività connesse e quindi per l’economia locale;

-          la garanzia per l’occupazione locale in tutti gli appalti assegnati nell’ambito provinciale,

-          l’attuazione in tempi rapidi dell’accordo per le bonifiche e la liberazione dei siti dell’area petrolchimico non più utilizzati per la produzione.

 

 

Enzo Casone

Politiche Economiche e del Lavoro

 

 

Documento redatto sulla base del lavoro dei componenti del Dipartimento Economia e  Lavoro

Mario Tafuri

Michele Trotti

Donato Peccerillo

Marina Sclafani

Vito Vinci

Cristiano D’Errico

Sonia Rubini

e

Giuseppe Ferraro,  Segretario Circolo d’Ambiente Enrico Mattei


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