L'8 marzo per le Donne del Partito Democratico

Care cittadine e cari cittadini,
l’8 marzo è la giornata internazionale delle donne, una ricorrenza importante e soprattutto utile per ricordare a tutti sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze di cui esse sono ancora oggetto.
In Italia le donne che hanno dato vita alla grande manifestazione del 13 febbraio “Se non ora quando?” hanno affermato una diversa e positiva idea di libertà e dimostrato con forza di non essere complici del modello maschile esemplificato dal Capo del Governo. Quella piazza ha consegnato alla politica ed alle istituzioni del nostro Paese una grande domanda di libertà di cui il Partito Democratico vuole farsi carico a tutti i livelli con il fine di rilanciare precise proposte politiche affinché ogni donna possa realizzare il proprio progetto di vita nella famiglia, nel lavoro e nella vita pubblica.
E’ nell’autodeterminazione delle donne stesse, perciò, che risiede la nostra idea di libertà, la nostra idea di uguaglianza, che comprende e supera le garanzie formali in tema di parità e guarda in faccia la realtà dei fatti. E i fatti ci dicono verità scomode:
- oggi in Italia le donne, a parità di mansioni con i colleghi uomini, guadagnano di media il 25-30 % in meno;
- il numero delle donne occupate è fermo al 46,4 %, un dato che diventa allarmante e scende ancora di più nella nostra provincia dove le donne occupate sono appena il 21,7%: la crisi ha acuito fortemente questa disparità, costringendo moltissime donne a non cercare neanche più un’occupazione pur volendo lavorare;
- la precarietà è donna: secondo gli ultimi dati Istat la permanenza delle donne nei contratti atipici ha effetti devastanti sia sui salari che sulle tutele nel campo del lavoro. La “maggiore flessibilità delle donne”, decantata dal Ministro Sacconi significa che spesso le lavoratrici sono costrette a passare da un contratto atipico all’altro, anche in soli 3 mesi di lavoro.
Tutto ciò rappresenta un passo indietro nel lento cammino verso la conquista della parità di genere nel mondo del lavoro, totalmente ignorato dal Governo in carica.
Il Governo Berlusconi ha azzerato i finanziamenti per gli asili nido, per i centri antiviolenza, il fondo per la non-autosufficienza, ha ridotto i fondi per le politiche della famiglia e gli aiuti per giovani, e ha eroso i finanziamenti per le Pari Opportunità!
A fronte di questo drammatico quadro il PD, invece, avanza le sue proposte individuando già delle misure specifiche come:
- il riconoscimento dell'indennità di maternità come diritto di cittadinanza, con copertura pari al 100% della retribuzione
- l’introduzione di una detrazione fiscale per il reddito da lavoro delle donne in nuclei famigliari con figli minori;
- l'incentivazione fiscale e sostegno della flessibilità oraria e del part-time
- la copertura con contributi figurativi dei periodi di interruzione del lavoro collegati ad impegni di cura;
- l’assegno universale per i figli (3.000 euro per figli da 0 a 3 anni
- il potenziamento della rete di servizi per l’infanzia;
- l'incremento dell'indennità per il congedo parentale facoltativo, incentivato per gli uomini, e il congedo di paternità obbligatorio;
- il sostegno pubblico all’assistenza ai non autosufficienti che sostiene la famiglia in compiti di cura gravosi che oggi ricadono soprattutto sulle donne;
- il credito di imposta per le imprese che assumono donne nelle aree del mezzogiorno e incentivi ai datori di lavoro che assumono donne che riprendano l'attività lavorativa dopo periodi dedicati alla cura.
Molte altre proposte ci sono e molte altre verranno, soprattutto se sapremo tenere viva ed alta l’attenzione sul ruolo e sulle esigenze che oggi le donne esprimono, sui loro bisogni e sui loro talenti.
Il Partito Democratico, anche con l’istituzione della Conferenza permanente delle donne, ha scelto di fondare ancora di più la propria azione politica al servizio di questa grande e importante battaglia e con questa lettera, proprio oggi 8 marzo, vuole chiedere a tutti voi, alle Istituzioni ed alle donne in particolare di sostenerla e di contribuire attraverso l’attenzione, la partecipazione e la proposta.
Abbiamo l’ambizione di migliorare la nostra democrazia. Sappiamo di non poterlo fare se la libertà delle donne è compressa perché nella libertà delle donne c’è la libertà di un Paese.
La conferenza delle donne democratiche della Provincia di Brindisi



